~ GUADO AL TASSO ~

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La nobile famiglia dei della Gherardesca ha cominciato ad occuparsi di vino nelle proprie terre di Bolgheri fin dalla seconda metà del Seicento, ma è con Guido Alberto della Gherardesca, vissuto tra il 1780 e il 1854, che le cose cambiano veramente. Grande appassionato di viticoltura (una passione che aveva anche avuto modo di perfezionare in Francia) e divenuto nel 1833 “maggiordomo maggiore” del granduca Leopoldo II (addetto cioè, tra l’altro, agli approvvigionamenti della cantina granducale e agli abbinamenti dei vini con le diverse portate del menù), Guido Alberto si dedica all’enologia nelle sue terre in Maremma. La Tenuta Guado al Tasso faceva parte di terre feudali, circa 4.048 ettari lungo circa 7 km di costa, che appartenevano alla famiglia Della Gherardesca le cui radici in questa regione risalgono a più di 1.200 anni addietro. Negli anni '30 la terra venne ereditata da Carlotta della Gherardesca Antinori, madre di Piero Antinori, e da sua sorella, che era sposata a Mario Incisa della Rocchetta (che ebbe in dote la vicina Tenuta San Guido). Nella tenuta si trovavano sette castelli, di cui quattro sono ancora eretti, e 86 torri d'avvistamento, costruite 1000 anni orsono per proteggere quelle terre dagli invasori Saraceni provenienti dalle coste dell'Africa.

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